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“Chi ce crer’ ancora”, storie di ordinaria ribellione.

Quando le parole diventano testimonianza di vita e riscatto dalle mafie.

Giovani @Pugliano

Ieri sera, come già anticipato, abbiamo avuto il piacere di essere presenti al Festival dell’Impegno Civile – le terre di Don Peppe Diana, a Pugliano di Teano per una serata organizzata nell’ambito dei campi di volontariato E!State Liberi.

Ci teniamo sin da subito a ringraziare Libera per averci coinvolto nell’iniziativa “Chi ce crer’ ancora. Le parole come veicolo di emozioni, sentimenti e ribellione” insieme all’Associazione Mille Scopi +1 e al Comune di Teano.

Durante la serata, i volontari hanno avuto l’opportunità di ascoltare e vivere le testimonianze di Benedetto Zoccola, vice sindaco di Mondragone che ha rischiato la vita per essersi opposto agli interessi della criminalità organizzata, e di Anna Landieri, cognata della vittima innocente di camorra Antonio Landieri, a cui è intitolato il bene dove si svolge il campo.

Prezioso è stato anche l’intervento di Luigi Ferrucci, imprenditore, oggi vice presidente della Federazione Antiracket Italiana, che ha dato vita, insieme ad altri otto commercianti, all’associazione Antiracket di Castel Volturno dopo aver subito, e subito denunciato, un tentativo di estorsione.

Imprenditore di castel volturno che ha subito un tentativo di estorsione in un pub e denunciò subito e riuscì a mettere in piedi insieme altri 8 commercianti, che oggi conta +20 vice presidente dell’associazione antiracket.

Non smetteremo mai di dire come eventi di questo tipo siano di cruciale importanza per le comunità che popolano il territorio italiano e per i giovani, che tornando a casa da campi come questo potranno raccontare quanto hanno sentito e vissuto alle proprie famiglie e agli amici.

Benedetto, Anna e Luigi ci credono ancora e noi dobbiamo prendere esempio da loro, cittadini che hanno affrontato, e tutt’ora continuano ad affrontare a viso aperto, la camorra e le organizzazioni di stampo mafioso.

Civico97 continua la propria lotta contro criminalità organizzata e corruzione, proprio a partire dalle parole, dalla sensibilizzazione e dall’informazione, nella speranza che un giorno si potrà dare un senso alla scomparsa di Antonio e delle altre centinaia di vittime innocenti delle mafie.