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Considerazione sulle Proposte delle Linee Guida sul gioco d’azzardo

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Il gioco è più antico della cultura, perché il concetto stesso di cultura, per quanto possa essere definito insufficiente, presuppone in ogni modo convivenza umana, e gli animali non hanno aspettato che gli uomini insegnassero loro a giocare. Anzi si può affermare senz’altro che la civiltà umana non ha aggiunto al concetto stesso di gioco alcuna caratteristica essenziale” (Huzinga, 1938).

Partendo da questa semplice, quanto importante, osservazione, non si può non notare come il gioco sia un elemento fondamentale del vivere comune e, soprattutto, se messo in relazione con l’aspetto dell’azzardo, stia diventando sempre più in grado di esercitare e suscitare nell’uomo quell’istinto innato che fa parte della sua natura. Questa piccola ma necessaria premessa ci aiuta a comprendere come il gioco d’azzardo, oggi, sia divenuto un tema di grande attualità, in quanto capace di far parte della quotidianità dell’essere umano e di indirizzarne e/o condizionarne (molto spesso) la vita.

A fronte di ciò e dell’aumento più che esponenziale del numero di giocatori (in particolare al Sud e tra le fasce giovanili) il 21 luglio 2016 la Conferenza unificata Stato – Autonomie Locali si è riunita per esaminare le proposte avanzate dal Governo in merito alle caratteristiche dei punti di vendita ove si svolge il gioco pubblico e la loro ricollocazione territoriale, secondo quanto previsto dall’ultima legge di stabilità. La Conferenza ha deciso di rinviare ad una data successiva l’approvazione delle Linee Guida.

Alcune delle suddette proposte risultano essere molto interessanti e, se correttamente applicate, potrebbero creare una forte barriera di salvaguardia per il cittadino nei confronti del demone del gioco.

Per esempio si evidenzia il progetto riguardante una più adeguata pressione fiscale nei confronti del gioco d’azzardo. Infatti, secondo quanto proposto dal Governo, il “PREU (prelievo erariale unico)” sulle newslot passerebbe dal 15% al 17,5 %, unito alla riduzione della percentuale minima destinata alle vincite (c.d. pay out) che dal 74% passerebbe al 70%. Tale manovra costituirebbe il primo importante deterrente.

Allo stesso tempo verrebbe prevista una riduzione al ricorso di banconote nel caso di vincite ai “VLT (videolottery)”, da cui conseguirebbe un maggior uso della c.d. banconota elettronica. In tal modo si favorirebbe una maggiore tracciabilità dei fondi, cercando di eliminare eventuali zone d’ombra che il gioco online consente di realizzare.

Uno dei punti che merita particolare attenzione riguarda il progetto “nessuna nuova slot e guerra ai totem”. Il disegno di legge, infatti, prevede che nell’anno in corso non venga rilasciato alcun nulla osta per l’installazione di nuove newslot, consentendo solo la sostituzione di quelle già esistenti. La proposta vieterebbe anche l’installazione negli esercizi pubblici dei c.d. totem (apparecchiature che, attraverso la connessione telematica, consentono ai clienti di giocare sulle piattaforme di gioco messe a disposizione dai concessionari on-line, da soggetti autorizzati all’esercizio dei giochi a distanza, ovvero da soggetti privi di qualsiasi titolo o licenza rilasciato dalle competenti autorità) e contempla, altresì, un inasprimento delle sanzioni applicate anche agli stessi titolari dell’esercizio.

Unitamente a questo, viene demandata alla Conferenza unificata il compito di definire le caratteristiche dei punti vendita di gioco, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, al fine di garantire migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico e della fede dei giocatori (e non solo dei soggetti economici che investono nel suddetto settore). Il tutto assume ancora più forza se si pensa che dovrà essere posta in essere una progressiva eliminazione totale dell’offerta di gioco dai c.d. “esercizi generalisti secondari”(alberghi, esercizi commerciali, edicole, ristoranti, e altri).

Sotto questo aspetto, è positivo evidenziare il caso di buona amministrazione portato avanti dalla provincia di Bolzano, la quale è stata capace di sviluppare programmi di incentivazione per gli esercizi no slot positivamente sperimentati a livello locale. Tali programmi hanno favorito il progressivo abbandono e la dismissione degli apparecchi da parte dei suddetti esercizi.

Una delle proposte principali della legge di stabilità è quella che affronta l’aspetto della pubblicità. Essa, infatti, prevede come qualunque forma di pubblicità, che abbia per oggetto il gioco d’azzardo, debba essere posta in essere seguendo le raccomandazioni e le linee dettate dell’Unione Europea, che vietano qualunque messaggio e/o invito verso un gioco eccessivo o incontrollato.

Di contro, gli aspetti negativi che si ravvedono in alcune parti del testo sono rappresentate, da una parte, dalla totale mancanza di indicazione rispetto al termine entro cui approvare il detto testo di legge, dall’altra, dalla presenza di zone d’ombra che lascerebbero, per esempio, lo spazio alla creazione di c.d. “mini casinò”.

Provando a concludere, risulta evidente come nelle proposte sul tema del gioco d’azzardo, contenute nella legge di stabilità 2016, sussistano sia aspetti positivi sia aspetti negativi. Tuttavia, ciò che è riscontrabile è l’indubbia volontà, da parte dello Stato, di tornare al suo ruolo di tutela del cittadino, che nel corso degli anni sembrava essere venuto meno.

Ci si auspica, inoltre, che la Conferenza unificata approvi le Linee Guida solamente dopo che essa abbia chiarito tutti i dubbi e le perplessità di tale tema.

Rimane in capo a tutte le amministrazioni, così come dall’altronde le varie associazioni (quale Civico97), il dovere di monitorarne l’operato e di avanzare proposte qualora lo ritenessero opportuno.

Infatti in relazione a queste tematiche, vicine alle vite dei cittadini, bisogna intervenire e non abbassare la soglia di attenzione. Come ricordava il Presidente Sandro Pertini, in data 9 luglio del 1979, con le seguenti parole:…solo in questo modo ogni cittadino sentirà sua la sua Repubblica, la sentirà madre e non matrigna. Bisogna cioè che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana: Forte con tutti i colpevoli, umana con i deboli e i diseredati…”.

Giovanni Manuguerra