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Il Codice di Comportamento nella Relazione annuale dei Responsabili della Prevenzione alla Corruzione

#Pillolacivica5

codice

Il Primo rapporto sulla Relazione annuale dei responsabili della prevenzione della corruzione – 2015, pubblicato di recente dalla nostra associazione, ha valutato anche l’adozione dei Codici di Comportamento da parte dei 119 enti monitorati.

Il Codice di comportamento è finalizzato a raccogliere regole di condotta non previste da altra norma penale o civile, ma riconducibili ai principi di diligenza, lealtà, imparzialità dei dipendenti pubblici. Prescrive comportamenti che richiamano l’importanza del ruolo che i soggetti che compongono il Settore Pubblico rivestono e la loro responsabilità verso lo Stato che essi rappresentano.

Ciascuna amministrazione ha il compito di elaborare ed adottare un proprio Codice, attraverso un processo di partecipazione e di coinvolgimento dell’intera macchina amministrativa che permetta di rilevare ogni singolo aspetto della vita dell’ente.

Abbiamo rilevato che dei 102 comuni capoluogo di provincia che hanno pubblicato la Relazione, solo 4, per ragioni diversi, non hanno adottato un codice di comportamento interno.
 
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Maglia nera, quindi, per le città di Andria, Caltanisetta, Messina e Trani, ovvero le uniche città che, per ragioni diverse e tutte insoddisfacenti, non hanno ancora adottato un proprio Codice interno.
Dinanzi all’alto tasso di adempimento, la domanda sorge spontanea: si tratta di un mero adempimento formale?
Per rispondere a questa domanda siamo obbligati a dover entrare nel merito di ogni singolo codice e valutarne la concretezza, cosa che faremo!