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Giovanni, Socio di Civico97, selezionato per un tirocinio all’ANAC

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Giovanni Manuguerra, 28 anni, nato a Firenze ma cresciuto nella provincia di Agrigento dove tutt’ora vive, si è laureato con lode in Economia e Direzione aziendale presso l’Università Kore di Enna e dopo la laurea è stato nominato cultore della materia su temi economici. Socio di Civico97, dopo aver conseguito il diploma del Master di II° livello in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione, è stato selezionato per svolgere un’attività di tirocinio presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). Civico97, a fronte di questo importante traguardo conseguito, ha voluto rivolgergli alcuni domande.

Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto ad intraprendere questo percorso e fare domanda di tirocinio all’Anac?

Credo sia naturale interessarsi a certi temi e a certe realtà, soprattutto per chi desidera occuparsi di trasparenza e anticorruzione e contribuire così ad un miglioramento di quel sistema su cui è nata è cresciuta la nostra democrazia. Durante il mio percorso di studi, e ancora di più negli ultimi anni, ho avuto la possibilità di approfondire sotto vari aspetti queste tematiche, ancora spesso sottovalutate. Ciò ha generato in me un interesse sempre più crescente verso questi argomenti, che riguardano e toccano da vicino il nostro vivere quotidiano. Sono le stesse motivazioni che mi hanno spinto prima ad iscrivermi al Master Apc e successivamente a diventare socio di Civico97.

Da un lato il Master ha contribuito a una sorta di “ decostruzione-costruttiva ” delle poche certezze che potevo avere una volta uscito dall’università, finendo così per essere una fonte continua e inesauribile di riflessioni, dall’altro in Civico97 trovo l’energia giusta per provare a trasformare questi spunti di riflessione in qualcosa di concreto, capace di fare la differenza. Ecco, credo che la ragione della mia scelta sia da ricercarsi in questi due aspetti complementari.

 Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Mi aspetto grandi cose! L’Anac è l’ente più autorevole in questo campo ed è chiamato a predisporre misure di prevenzione contro una delle principali piaghe che affligge il nostro Paese. Spero di riuscire a dare quel contributo e quel valore aggiunto che viene richiesto a chi affronta questa esperienza e poter così aumentare ancora di più l’efficienza dell’ente nell’attività di prevenzione alla corruzione.

 Sei coautore di uno studio sul tema del gioco d’azzardo e delle sue implicazioni. Cosa ci puoi dire in proposito?

Il tema del gioco d’azzardo è un argomento a me molto caro e che, molto spesso, si tende a sottovalutare, dimenticando che il nostro Paese ha un antica tradizione di gioco che risale addirittura all’impero romano. Per questo sorprende (amaramente) come solamente adesso la letteratura scientifica, al contrario di quanto successo per esempio per la criminalità organizzata, gli stia dando il giusto peso. Anche l’intervento dello Stato è stato in questo senso tardivo. Partendo da questo spunto l’articolo di cui sono coautore vuole provare a fornire un quadro chiaro dei costi sociali che qualsiasi giocatore deve sostenere, tenendo presente anche il ruolo della criminalità organizzata.

 Ci puoi descrivere meglio questo binomio tra gioco d’azzardo e criminalità organizzata?

Provando a fare uno sforzo di sintesi, posso dirvi che il settore del gioco d’azzardo, per l’ingente volume d’affari che è capace di muovere, anche in controtendenza rispetto alla crisi economica, risulta essere di grande attrattiva per queste organizzazioni. Esse vedono in tutto questo un’opportunità per poter riciclare denaro e allo stesso tempo un modo per poter reclutare nuovi soggetti. Ciò viene favorito anche da un ritardo da parte dello Stato nella sua azione di tutela del cittadino.

A fronte di ciò, quali possono essere le possibili soluzioni secondo te?

Non è facile rispondere a questa domanda. Si tratta di un settore in continuo divenire e uno dei pochi capace di seguire ed adattarsi tempestivamente al progresso tecnologico. Secondo il mio modesto parere, una delle principali soluzione risiede in un cambio di tendenza nell’agire dello Stato. Negli ultimi anni lo Stato ha tralasciato il proprio compito principale, ovvero quello di garanzia nei confronti del cittadino, preferendo investire nel settore come imprenditore, causando così una doppia conseguenza negativa: la concessione alle organizzazioni criminali di modi più facili di agire in questo settore che ha a sua volta prodotto maggiori costi sociali per il cittadino.

A fronte delle domande che ti abbiamo posto ci vuoi aggiungere qualcos’altro?

Prima di tutto ringrazio Civico97 per questa intervista e ribadisco la mia soddisfazione di far parte di questa bella squadra di lavoro. Spero che questo importante traguardo non rappresenti un punto di arrivo ma piuttosto una tappa di un lungo e prosperoso percorso da fare insieme!